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Artivist è una rivista che parla di arte e attivismo e nasce a partire da un’intuizione che Samuele Battistel, Francesco Cassol, Giulia Brandstetter e Serena De Marchi hanno avuto vedendo il pieghevole di presentazione di una mostra al MAXXI – museo nazionale delle arti del XXI secolo. 

Samuele racconta che “quell’insolita modalità di racchiudere in unico foglio un’intera esposizione è stata fondamentale per condurci alla nostra “squadernata” rivista. Abbiamo preso coscienza dell’efficacia di una comunicazione originale non soltanto per contenuti, ma anche nelle modalità”.

I giovani hanno quindi deciso di portare a Strike Artivist per aver l’occasione di esporsi a una realtà diversa dalla nostra locale, perché sentivano bisogno di un confronto e di poter ricevere riscontri sul progetto. Per loro “era necessario avere un feedback per non correre il rischio di diventare autoreferenziali. Inoltre sentivamo di portare un progetto vero, interessante e utile, volevamo renderlo disponibile ad un bacino più ampio di persone”.

Ad oggi, il collettivo ha realizzato Artivist con l’intento di sensibilizzare i lettori mediante un potente mezzo di comunicazione: l’Arte. Questa rivista vuole accendere nelle persone una scintilla che articoli di giornale, trasmissioni televisive o quotidiani non sono riusciti a suscitare. Il team di ragazzi prova ad offrire così una diversa prospettiva sulle problematiche del nostro tempo, grazie all’abilità degli artisti scelti perché possano stimolare e fomentare i sentimenti delle persone, aiutandole a essere cittadini partecipi.

Per ora la rivista non ha in programma dei cambiamenti, ma i ragazzi stanno lavorando allo sviluppo della cornice nella quale è inserita: un sito web in cui trovare approfondimenti sugli artisti e le opere citate. Inoltre, i giovani si stanno muovendo in ottica di rete, creando relazioni con alcune realtà artistiche, con cui stanno cercando una collaborazione volta a valorizzare l’arte come mezzo di unione, sensibilizzazione e attivismo.